composizioni che allenano lo sguardo/3

“Interpretare significa porsi di fronte al linguaggio con atteggiamento estetico, non da detective, non guardando le parole ma cercando dietro di esse, accusando quasi il gesto poetico di voler nascondere anziché svelare. Chi interpreta deve essere capace di rispetto e di ascolto; è invece sospettoso, possessivo chi spiega poiché vuole impadronirsi della verità presuntivamente nascosta dietro la poesia” (Marco Dallari). Continua a leggere

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composizioni che allenano lo sguardo/2

[segue da qui] Un’esperienza simile l’ho proposta all’interno di un percorso di formazione per operatori museali su tecniche e materiali espressivi. Il focus, in questo caso, sono state le “carte” (non necessariamente di cellulosa, ma tutti i materiali che si presentano come fogli) trasparenti e semitrasparenti. Quante ce ne sono? Cosa ci si può fare? Cosa aggiungono alla comunicazione? Quando nascondono, ma non del tutto, che poetica mettono in gioco? Hanno altre potenzialità? Continua a leggere

composizioni che allenano lo sguardo/1

C’è una serie di libro perduti  a cui sono profondamente legata (uno è Il rosso, qui il post) e a cui attribuisco il valore di un seme che poi è cresciuto negli anni, insieme a me e alla passione per segni e composizioni per tutti! Libri perduti perché non più ristampati da anni e difficilmente rintracciabili anche nelle biblioteche (sigh!) e poco considerati/citati anche dalle pubblicazioni odierne di settore. Continua a leggere