rossoooooo

Rientro lento dall’estate recuperando un post dimenticato nel vecchio blog.  Si tratta di una lunga citazione di un libro ormai dimenticato dall’editoria di settore: Il rosso di Renate Eco. Renate Eco è stata un’antesignana dei laboratori d’arte in Italia, oltre a occuparsi di molte altre cose, dalla comunicazione al design. Ha collaborato con Bruno Munari e realizzato uno dei primissimi laboratori per ragazzi per l’Accademia di Brera.

In questo libro è tracciato un interessante percorso di educazione dello sguardo che si rivela essere un insieme di giochi linguistici: anche i colori hanno una grammatica quotidiana e tecnica che si impara osservando e comparando, ma anche chiamando per nome.

Chi ha familiarità con l’apprendimento linguistico (e cromatico) dei bambini tra i due e i tre anni sa che difficilmente riescono a distinguere i colori nelle azioni ordinarie (“Prendi la palla rossa… non quella blu“). Non perché non li vedano, ma perché non riescono ancora a collegarli al nome del colore. Come se il nome traesse alla luce e allo sguardo sulla realtà, il colore stesso…

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la curiosità che fa guardare oltre

Il padiglione UK dell’Expo 2015 invitava al gioco e al mettersi in gioco. Se l’adulto considera questa modalità una cosa da bambini (sotto-testo: che lui ha superato, da cui non ha nulla da trarre), l’intera esperienza si svuota, si avvilisce, si offre al giudizio tanto sommario quanto fantozziano: “Un’emerita boiata...”. Credo che ogni occasione laboratoriale di messa in gioco offra infiniti punti di vista con cui confrontarsi, esercitandoci a rinunciare alle troppe (false) sicurezze che tanto ci confortano (e ci isolano). Da questo padiglione provo a leggere alcuni spunti progettuali per laboratori per bambini, ragazzi e adulti…

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carte colorate/5

Continua da qui… Una volta ritagliate la maggior parte delle carte colorate si passa alla composizione. Il libro de Il piccolo bruco mai sazio di Eric Carle con la colorata farfalla sta aperto sul pavimento, e costituisce un vero e proprio modello a cui ispirarsi, in particolare per cimentarsi nelle simmetrie, senza la necessità di copiarlo.

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