composizioni che allenano lo sguardo/2

[segue da qui] Un’esperienza simile l’ho proposta all’interno di un percorso di formazione per operatori museali su tecniche e materiali espressivi. Il focus, in questo caso, sono state le “carte” (non necessariamente di cellulosa, ma tutti i materiali che si presentano come fogli) trasparenti e semitrasparenti. Quante ce ne sono? Cosa ci si può fare? Cosa aggiungono alla comunicazione? Quando nascondono, ma non del tutto, che poetica mettono in gioco? Hanno altre potenzialità?

Un primo materiale semitrasparente di uso comune è la carta velina. La trasparenza aumenta se dietro si trova una fonte luminosa (rivolti verso una finestra), mentre diminuisce, fino a diventare completamente opaca, quando, per esempio, i fogli sono appoggiati su un tavolo. Come accade allo stesso cuore qui sotto che quasi non si vede e a un occhio distratto certo sfugge.

Allo stesso tempo si può notare che un cuore posto davanti alla velina (un cuore svelato) ha un altro effetto ancora, sia cromatico, che di percezione della sua forma (più piatta, meno vibrante come quando è in trasparenza).

Queste apparenti banalità osservative, possono aiutarci nella progettazione e nella conduzione di laboratori di espressione. In particolare in quelli in cui il dato dell’interiorità di ciascuno è posto in primo piano. Come riuscire a parlare con dei bambini o dei preadolescenti (ma direi anche adulti) di quello che hanno dentro? Come introdurre la categoria del mistero senza banalizzarla? In quanti strati di carta velina abbiamo avvolto intorno al nostro cuore? Qual è la luce che lo può rendere vibrante?

E se cambia il colore trasparente? Come cambia il mio cuore? Come cambia il mood? Come cambia il sentimento che avverto? Come cambia l’emozione che comunico? E se invece la trasparenza è un giardino fiorito? Come avverto il mio cuore?

Questo modo semplice di sovrapporre e di guardare oltre la superficie fornisce ai ragazzi una chiave espressiva e simbolica preziosa. Le parole che pongono le domande non hanno bisogno di troppe spiegazioni, perché il gioco della trasparenza le rende comprensibili e utilizzabili da tutti. La semitrasparenza (che mostra e cela) diventa un linguaggio interpretativo aperto che predispone al racconto di sé senza esporsi direttamente, permettendo di scegliere il grado di svelamento.

E se il colore che copre e svela il mio cuore lo compongo io?

“Cerchiamo anche noi, quindi, di scoprire se esiste la possibilità di mettere ordine nel caos delle immagini del mondo d’oggi, immergendoci nell’ambiente e approfondendo la conoscenza dei mezzi di oggi. Il caos è dato spesso dall’uso costante e simultaneo di tutte le possibilità comunicative, sia per fretta che per ignoranza […]. E dall’uso costante e simultaneo di tutte le possibilità nasce anche, da parte dei fruitori, un monotono senso di disturbo psicologico che porta spesso a gravi conseguenze. Anche socialmente, quindi, questa intenzione di mettere ordine nel caos delle immagini, va tenuta in considerazione” (B. Munari, Design e comunicazione visiva).

Continua…

 

 

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