DIY colla per collage

Lavorando con carta da assemblare, anche coi bambini, mi si pone spesso la questione di quale colla utilizzare in modo che l’incollaggio dia meno problemi possibili, anche quando si eccede in quantità. Nelle tante sperimentazioni con colle disponibili in commercio sono arrivata alla conclusione che la migliore (a un prezzo contenuto) sia una colla fatta in casa.

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carte colorate/5

Continua da qui… Una volta ritagliate la maggior parte delle carte colorate si passa alla composizione. Il libro de Il piccolo bruco mai sazio di Eric Carle con la colorata farfalla sta aperto sul pavimento, e costituisce un vero e proprio modello a cui ispirarsi, in particolare per cimentarsi nelle simmetrie, senza la necessità di copiarlo.

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carte colorate/2

Continua da qui… La prima cosa da fare per condividere la poetica espressiva di Eric Carle (e per provare a realizzare un proprio bruco mangione) è quella di procurarsi i materiali necessari. Per fortuna le bellissime carte che usa Carle non sono in vendita: si possono solo realizzare a casa, a scuola, in cortile… ovunque, ma rigorosamente da sé!  Continua a leggere

carte colorate/1

In un confronto con un gruppo di maestre di scuola dell’Infanzia è emersa la difficoltà a interessare e incuriosire gli adulti (genitori, nonni…) ai lavori espressivi dei bambini. Le riflessione intorno ai “lavoretti” (qui il post) ha così l’occasione di allargarsi: quanta attesa prestazionale serpeggia tra gli adulti rispetto a quello che fanno i loro bambini? Quanto pesa sulla nostra progettazione educativa e sulle scelte concrete da fare? E quanto influenza i bambini, che restano al cuore di ogni nostro pensiero educativo?

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addio miei lavoretti?

La lingua italiana non ha molte parole di uso comune per definire il fare in termini sperimentali ed espressivi senza finalizzarlo subito al prodotto (dipingere, modellare, scolpire…). Dobbiamo mutuare termini dalle lingue straniere come bricolagecraftingmaking, per riuscire a trovare una dignità in questo fare (e forse una sua valenza educativa). La  parola che l’italiano ci concede e che possiamo e continuiamo a usare è – sigh – LAVORETTI. E già basta questo diminutivo irrisorio a confinare il tutto in una “povera cosa da bambini”, i quali devono ingannare il tempo prima di giungere alla maturità del lavoro adulto con facezie inutili…

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