composizioni che allenano lo sguardo/3

“Interpretare significa porsi di fronte al linguaggio con atteggiamento estetico, non da detective, non guardando le parole ma cercando dietro di esse, accusando quasi il gesto poetico di voler nascondere anziché svelare. Chi interpreta deve essere capace di rispetto e di ascolto; è invece sospettoso, possessivo chi spiega poiché vuole impadronirsi della verità presuntivamente nascosta dietro la poesia” (Marco Dallari).

I giochi con le trasparenze (qui il post precedente) si moltiplicano quando queste si sovrappongono ai testi. In questo caso si apre l’opportunità di un’esperienza estetica/poetica (qui e qui alcune riflessioni in merito) in cui le parole, spesso già date, stampate nero su bianco (e che sembrano fissate e inamovibili) offrono giochi di sottrazione, allusione, accumulo… Di seguito alcuni esempi per allenare mente, mani e occhi, poi la voglia di sperimentare e scoprire altro porterà molto più lontano.

In questo caso uno strappo, abbastanza casuale, in un foglio di carta pergamino permette di realizzare una “finestra” per concentrare lo sguardo solo su alcune parole e di decidere quali mettere in evidenza e quali altre celare, senza nasconderle del tutto, ma lasciandole vedere al secondo sguardo, quello che va in profondità.

Oppure una finestrella ritagliata dell’altezza di una riga di stampa, sempre in un foglio di carta pergamino, permette di concentrare la lettura e di compiere una vera e propria caccia al tesoro tra le parole che riempiono la pagina. Il resto del testo continua a vivere, mentre le parole scelte sono messe in evidenza con una sottrazione, invece che con un’aggiunta, come si è soliti fare sottolineano o evidenziando.

Ancora: sulla carta pergamino si può scrivere, colorare, stampare… questa qualità, unita alla resistenza e robustezza della carta (a differenza della fragilità della velina), lo rende un foglio su cui scrivere a propria volta. Le mie parole si sommano a quelle stampate compiendo un commento visivo e una rielaborazione altra (un nuovo testo). Nella sovrapposizione posso cercare il punto migliore dove collocarle: la composizione si realizza per tentativi, per interrogativi posti allo sguardo che non si accontenta del “buona la prima” e che continua a cercare

Una stampa laser su carta di riso permette di aggiungere immagini sul testo. In questo caso la carta di riso assorbe bene la colla e aderisce completamente al foglio quasi scomparendo. Anche qui l’elemento poetico nasce dalla sovrapposizione che è esercizio di composizione e di sottrazione allo sguardo. Dalla pancia del pesce affiorano delle parole che acquistano un altro significato…

“L’attività combinatrice è quindi quella che rende l’uomo un essere rivolto al futuro, capace di dar forma a quest’ultimo e di mutare il proprio presente. A questa attività creativa, fondata sulle facoltà combinatorie del nostro cervello, la psicologia dà il nome d’immaginazione o fantasia” (Lev Vygotskij).

Continua…

 

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