le scatole della meraviglia/4

FRANCE. Versailles. 1975. Chateau de Versailles.

Continua da qui… La strepitosa foto di Eliot Erwitt (© Magnum Photos) illustra perfettamente il valore e l’essenza di tutto ciò che chiamiamo arte: qualcosa che viene ritagliato (inscatolato) e messo a parte per essere reso riconoscibile e parlante ai più. Continua a leggere

le scatole della meraviglia/3

Continua da qui… Questo è uno spazio per alcune considerazioni a margine dell’esperienza. Perché aprire una scatola in un contesto laboratoriale non è mai un’azione fine a se stessa: apre altri percorsi, sguardi, collegamenti… Forse perché un laboratorio di espressione dovrebbe essere sempre una scatola della meraviglia da aprire.

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le scatole della meraviglia/1

Mi è stato chiesto di inaugurare il percorso di formazione di un gruppo di educatrici di Nido + Scuola Infanzia intorno alla meraviglia nella progettazione laboratoriale dei bambini. Niente come le emozioni ha bisogno di essere vissuto e condiviso prima che essere “parlato”. E allora ecco 15 scatole tutte bianche (come la nuova stanza per i laboratori), tutte uguali… o forse no.

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cucinare ingessati/3

Continua da qui… Anche a un gruppo di adulti ho proposto l’esperienza di una piatto di gesso sintetico con cui interagire. L’indicazione era quella di sporcarsi le mani e di timbrarle accanto al piatto (per evocare la postura di chi attende una portata o di chi ha finito di consumarla, ma anche per evocare la presenza umana accanto alla cura del cucinare, servire e consumare il cibo in una piatto). C’è chi si è divertito, chi aveva bisogno di infinite indicazioni, chi si è sporcato solo la punta delle dita prontamente strofinate e pulite, chi ha fatto fatica a lasciare il pennello e metterci mano… a volte l’impressione, rispetto all’esperienza coi più piccoli, è che ci sia un corpo perduto al fondo dell’adulto. Continua a leggere