spatole e colle per incollare meglio/2

“Non puoi conoscere un’avventura dal suo inizio. La grandezza nasce piccola. Non disonorare il banchetto ignorando ciò che vi accade. Questa è la legge della ricerca” (J. Steinbeck, Le gesta di re Artù e dei suoi cavalieri).

Ogni laboratorio che proponiamo a piccoli e a grandi deve avere in sé il carattere dell’avventura. Qui ho già messo a tema gli elementi indispensabili per un buon laboratorio. Di seguito concludo il post su spatole (iniziato qui) e colle, preziosi come arco e freccia nella nostra ricerca di segno (e senso). Continua a leggere

rossoooooo

Rientro lento dall’estate recuperando un post dimenticato nel vecchio blog.  Si tratta di una lunga citazione di un libro ormai dimenticato dall’editoria di settore: Il rosso di Renate Eco. Renate Eco è stata un’antesignana dei laboratori d’arte in Italia, oltre a occuparsi di molte altre cose, dalla comunicazione al design. Ha collaborato con Bruno Munari e realizzato uno dei primissimi laboratori per ragazzi per l’Accademia di Brera.

In questo libro è tracciato un interessante percorso di educazione dello sguardo che si rivela essere un insieme di giochi linguistici: anche i colori hanno una grammatica quotidiana e tecnica che si impara osservando e comparando, ma anche chiamando per nome.

Chi ha familiarità con l’apprendimento linguistico (e cromatico) dei bambini tra i due e i tre anni sa che difficilmente riescono a distinguere i colori nelle azioni ordinarie (“Prendi la palla rossa… non quella blu“). Non perché non li vedano, ma perché non riescono ancora a collegarli al nome del colore. Come se il nome traesse alla luce e allo sguardo sulla realtà, il colore stesso…

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