sguardo e cornici /2

L’usignolo canta
l’albero fiorisce
l’uomo inventa armonie
di suoni
di colori
di forme
di movimenti
(B. Munari, Teoremi sull’arte)

Nel post precedente (qui) ho suggerito che le cornici possono essere un valore aggiunto al lavoro dei ragazzi. Farle dialogare con la composizione, cioè compiere un processo che renda possibile un’armonia tra la cornice e il contenuto è molto di più che impreziosire un disegno, è attivare dei giochi linguistici. Perché anche i giochi intorno ai colori appartengono ai giochi linguistici, come già accennato in questo post. Come dice Wittgenstein “Non si può spiegare a nessuno che cosa sia il rosso!” (L. Wittgenstein, Osservazioni sulla filosofia della psicologia), lo si può solo mostrare e mostrare, e mostrare ancora attraverso giochi linguistici che legano la realtà e la parola e ne fanno cogliere le ineffabili connessioni.

ESEMPIO A. La cornice può anticipare e partecipare alla composizione. Questa attività permette di compiere, inizialmente, un confronto di gruppo intorno ai colori, a come ciascuno li percepisce e a cosa li associa (il dialogo è sempre imprevedibile e compie un vero e proprio gioco linguistico). In un circle time è quindi possibile chiedere al gruppo di individuare 5 colori che corrispondono all’autunno. Ogni componente ne può proporre uno scegliendolo dai colori a disposizione (in questo caso acquarelli) e deve spiegare le proprie ragioni al gruppo: “Propongo il viola perché è il colore del vino che viene fatto con la vendemmia…”. Alla fine si votano i 5 definitivi, in base alle motivazioni date dai singoli e non semplicemente alle convinzioni personali.

Seguendo la tecnica indicata qui, si realizza una cornice utilizzando solo i 5 colori autunnali scelti dal gruppo. Ovviamente si possono mischiare tra di loro per ottenere altri colori – di solito però lascio che sia una questione che nasca nei ragazzi durante la sperimentazione, in modo che nel colorare si interroghino sul vincolo e sulle opportunità per andare oltre – e così comporre palette personalizzate, anche se tutti si parte dagli stessi elementi.

A questo punto, anche cambiando tecnica, si invita ciascuno a riempire il vuoto centrale coi colori dell’autunno rappresentandolo come si preferisce. In questo caso a qualcuno il vincolo dei 5 colori diventa molto stretto e frustrante e, quindi, può essere relativizzato. Ma chi riesce a esprimersi restando nel range dei colori della cornice otterrà dei risultati molto più armoniosi e coerenti: una vera sorpresa sotto gli occhi di tutti. Ancora una volta il vincolo può portare altrove.

ESEMPIO B. La cornice può descrivere e valorizzare la composizione. In questo caso la maschera rettangolare iniziale (qui l’esempio) cambia e diventa, in questo caso, un cuore. Potrebbe essere una qualunque sagoma, abbastanza semplice da essere ritagliata, che non sbordi dal foglio sottostante. Anche in questo caso si utilizzano  spazzolini e acquarelli.

Si ottiene così, in modo più evidente, un pieno e un vuoto, un positivo e un negativo. Basta incollare la maschera su un foglio bianco delle stesse dimensioni per ottenere due composizioni curiose. In gruppo si può cercare di nominare questa identità sfuggente tra positivo e negativo: cosa suggerisce, a cosa assomiglia (es. l’impronta del piede sulla sabbia e il piede stesso…), cosa può raccontare?

Oppure la maschera può diventare il biglietto di accompagnamento (lo spazio delle parole) della composizione contenuta nel cuore bianco: il disegno della propria famiglia? I colori dell’amore? Un collage con le cose che ciascuno preferisce?… le possibilità sono infinite!

SENZA RAGIONE
1 + 1 = 2
lontano è il sentimento
dal calcolo

giallo + blu = centinaia di verdi
lontana è la ragione
dall’arte
(B. Munari, Teoremi sull’arte)