le parole buone del futuro/4

“Il concetto di un’educazione che assuma la vita come centro della propria funzione, altera tutte le idee educative precedenti. L’educazione non deve essere più basata su un programma prestabilito, ma sulla conoscenza della vita umana” (M. Montessori, La mente del bambino).

Concludo la lunga serie di post (qui l’ultimo) con le parole scelte dai bambini. Ogni partecipante ha scelto, tra tutte le parole buone condivise, una speciale, quella che ha risuonato maggiormente nel proprio cuore. Ancora una volta le loro scelte riescono a sorprendere e a ricordare a noi adulti che tutte le parole sono preziose, anche quelle più piccole e leggere…

Tra le parole più gettonate c’è AMORE. Cosa significa per un ragazzo di 6-8 anni questa parola? A che esperienza la associa?… il tempo del laboratorio non ha dato la possibilità di approfondire i significati attribuiti, ma certo sarebbe una pista interessante anche per un percorso scolastico.

Altra parola che è cara al cuore dei ragazzi è PACE. Non c’è futuro con la guerra. Proprio loro che spesso giocano a combattere, che tra di loro inventano battaglie e conflitti, sanno che la realtà è un’altra e che non c’è parola più carica di speranza che questa.

La parola AMICIZIA rende evidente l’importanza che i ragazzi attribuiscono alle relazioni: non c’è un futuro buono senza un amico…

Le parole indicano anche azioni buone, non scontate, anzi azioni che impegnano, che superano il dovuto. Così PERDONO, AIUTARE e AIUTO diventano tre parole che tracciano una rotta per l’agire.

Non sono mancate quelle che io ho definito per intenderci “le parole gentili”, quelle parole attente al come ci si rapporta con le persone, gli animali, le cose… Così PER FAVORE, PER PIACERE, PREGO sono l’espressione concreta di GENTILEZZA e DOLCEZZA.

Il partecipante più grande (una prima media!) ha dimostrato di essere davvero grande scegliendo una parola impegnativa, davvero ricca di futuro se riusciremo a offrirla a ciascuno: DIGNITÀ.

E ci sono volute ben due mele per esprimere il desiderio di MENO INQUINAMENTO… e quando ho chiesto se non si poteva “girare in positivo”, ci siamo accorti che non esiste nel linguaggio comune una parola che sia il contrario di inquinamento, che definisca qualcosa da opporre all’inquinamento… sarà anche per questa carenza lessicale che siamo così poco capaci di agire per il meglio per l’ambiente e la Terra tutta?

Infine non poteva mancare una presenza risentita e controvoglia nel laboratorio che ha scelto un animale veloce ed elegante, il GHEPARDO, probabilmente per il desiderio di scappare il più lontano possibile dall’incontro.

“Se un rimedio esiste ai problemi emozionali delle nuove generazioni, personalmente sono convinto che sia da ricercarsi nel modo in cui prepariamo i nostri bambini alla vita. Attualmente, l’educazione emozionale dei nostri figli è lasciata al caso, con risultati sempre più disastrosi. La soluzione sta in un nuovo modo di considerare ciò che la scuola può fare per educare l’individuo come persona – ossia mettendo insieme mente e cuore” (D. Goleman, Intelligenza emotiva).