le parole buone del futuro/1

In occasione del Festival Biblico 2018 ho progettato e tenuto un laboratorio per ragazzi dai 6 agli 11 anni dal titolo “Le parole buone del futuro”. Il tema del Festival per il 2018 è infatti il futuro, con tutte le accezioni possibili che si possono attribuire a questa parola. Perché non coinvolgere anche i bambini che sono, in realtà, i primi protagonisti di questo futuro che stiamo pensando sempre più a tinte scure? Loro sono il futuro certamente più di noi adulti…

Ho preso spunto dal mio librattivo Buoni come Gesù. Il testo si compone di una serie di attività per aiutare i ragazzi a intuire e sperimentare lo spessore che può assumere una vita buona (in altri tempi avremmo detto: una vita virtuosa). Perché il futuro è prima di tutto una responsabilità di noi adulti, ma altre sì dei più piccoli. La Bibbia, anche in una lettura aconfessionale, resta un’interessante traccia di formazione all’umano, un umano autentico, capace di stare e di essere nel qui e ora con passione e intelligenza.

Ho scelto un’immagine biblica che scopro ogni volta efficace e sorprendente: l’albero che viene svelato buono dai suoi frutti (Luca 6,43-45). È un’immagine che prende esempio dalla natura e per questo ha un appeal tutto particolare sui bambini. La natura è intuita dai più, anche se non ne hanno una particolare esperienza, come una maestra saggia e divertente in cui specchiarsi e riconoscersi.

Il laboratorio proposto ai bambini ha, così, un intento culturale di co-costruzione di un sapere, ma soprattutto di un sentire etico. Il futuro è una questione di cittadinanza, di comunità, di tutti insieme, ognuno nella sua unicità. Condividere le parole buone che crediamo ci servono oggi per il futuro è un buon punto di partenza.

Mi ritrovo, nell’esplicitare la finalità di questo laboratorio, nelle parole di Luigina Mortari: “L’etica è una parte della filosofia; infatti discutere sulle questioni etiche significa ragionare su cosa la comunità filosofica definisce essere il campo della filosofia morale. Ciò implica che il dialogare con i bambini su questioni etiche significhi fare filosofia? Forse, ma in questo caso l’obiettivo autenticamente educativo non dovrebbe essere quello di far apprendere una disciplina, quanto piuttosto rendere possibili ai bambini esperienze di riflessione sulle questioni etiche che sono di rilevanza per l’esistenza” (L. Mortari,V. Mazzoni, Le virtù a scuola. Questioni e pratiche di educazione etica, Edizioni universitarie Cortina). Continua…