una definizione di fantasia e creatività

Nei post precedenti dedicati alle etichette impertinenti (iniziano qui) più volte ho sottolineato come la provocazione implicita nell’uso improprio di materiali e strumenti quotidiani possa esercitare e consolidare il pensiero creativo attraverso un’espressione personale.

Per chiarire il significato di parole preziose (e spesso banalizzate dall’uso comune) come creatività, fantasia, immaginazione, invenzione chiediamo aiuto a un maestro: Bruno Munari. Sottolineo che rispetto alla mission di questo blog le parole che implicano una qualità estetica sono quelle più importanti.

Munari in pochi minuti ci aiuta a mettere apposto parole che nel linguaggio quotidiano usiamo come sinonimi. La chiarezza dei termini non è, in questo caso, una preoccupazione semantica, ma uno strumento significativo per chi progetta e opera nel campo della pedagogia dell’arte e dei laboratori espressivi. “Occorre avere una conoscenza puntuale della creatività, perché la si possa riconoscere e se ne possa facilitare l’espressione. Perciò possono essere indicati gli stadi che aiutano a definire il momento creativo: quello della preparazione, perché nulla si dà a casa, né per folgorazione. Al momento della scoperta creativa, dell’eureka si giunge attraverso una diligente attività di osservazione, di raccolta dei dati, di slanci immaginativi e fantastici, di autocensura che serve a legittimare responsabilità e sacrificio. Quindi si giunge alla produzione creativa che sarà riconosciuta tale solo a compimento del progetto. (L. Rosati, N. Serio, Le dimensioni della creatività).

Mettere apposto le parole con cui esprimiamo gli obiettivi dei nostri percorsi laboratoriali significa fa parte della qualità progettuale che possiamo mettere in campo e ci rende più sensibili a sfumature, a lievi differenze che permettono di riconoscere e a valorizzare le tante intelligenze che i bambini e i ragazzi (ma anche gli adulti) esprimono.

“La creatività, come uso finalizzato della fantasia e dell’invenzione, si forma e si trasforma continuamente. Essa esige una intelligenza pronta ed elastica, una mente libera da preconcetti di alcun genere, pronta a imparare ciò che gli serve in ogni occasione e a modificare le proprie opinioni quando se ne presenta una più giusta”. (Bruno Munari, Fantasia).