etichette a tema/3

Continua da qui… “Da come crescono e si formano i bambini possiamo pensare a una società futura più o meno libera e creativa. Dobbiamo quindi liberare i bambini da tutti i condizionamenti e aiutarli a formarsi… L’individuo creativo è quindi in continua evoluzione e le sue possibilità creative nascono dal continuo aggiornamento e dall’allargamento della conoscenza in ogni campo”. (Bruno Munari, Fantasia).

Una nuova, ulteriore, attività con le etichette adesive è quella di colorarle coi bambini e poi di utilizzarle in una logica di collage e di modularità libera. Si possono usare etichette bianche di vari formati, oppure partire quelle con sfondi colorati a cui aggiungere punti, timbri, linee…

In questo caso la bambina ha scelto di lavorare coi punti: ha iniziato con i colori primari, poi si è appassionata a sovrapporre colori diversi e a mischiarli direttamente sul foglio. La decorazione delle etichette è diventata una piacevole esplorazione cromatica. Per gli strumenti utilizzati le stesse indicazioni per gli acquarelli valgono anche per i colori acrilici, vedi qui.

Per qualcuno non è stato facile capire, all’inizio, di poter andare oltre lo schema pretagliato delle etichette e di non doverci necessariamente disegnare qualcosa dentro (si intravvedono le 6 etichette tonde nei 6 focus tracciati dal bambino). Chiedere ai bambini di non preoccuparsi subito del risultato finale, stemperare in più tappe, con obiettivi espressivi diversi, il processo, è una consuetudine che va acquisita e sostenuta e che amplifica le competenze di sguardo e di connessione del bambino.

Ognuno può scegliere le forme base che vuole colorare e può usare gli strumenti che preferisce: pennelli, stampi e rulli di gommapiuma, forchette per incidere il colore, cotton-fioc per piccoli pallini diffusi… Anche i colori si possono associare liberamente e sovrapporre, mischiare fin quando non si è soddisfatti.

Una volta asciutte le etichette inizia il lavoro di composizione. Si può iniziare da un tema comune (come i mezzi di trasporto già proposti qui), oppure lasciare che le idee nascano dalle etichette ottenute, attivando un vero e proprio libero mercato di scambio tra i bambini. Anche qui si possono aggiungere particolari con i pennarelli e utilizzare sfondi colorati (in questo caso c’è stato da parte dei bambini una predilezione per il nero) o bianchi. Le etichette non temono nessun colore!

“Se vogliamo che il bambino diventi una persona creativa, dotata di fantasia sviluppata e non soffocata (come in molti adulti) noi dobbiamo fare in modo che il bambino memorizzi più dati possibili, nei limiti delle sue possibilità, per permettergli di fare più relazioni possibili, per permettergli di risolvere i propri problemi ogni volta che si presentano”.  (Bruno Munari, Fantasia).

Fare esperienza di processi e di tecniche diverse credo che faccia parte del bagaglio espressivo e cognitivo del bambino, aprirgli un mondo di relazione possibili.