un tampone per le tempere/2

Continua da qui… A questo punto è necessario procurarsi una vaschetta abbastanza rigida da non deformarsi con la semplice pressione delle mani dei bambini e liscia il più possibile all’interno. 

Si scalda una pistola per colla a caldo e si versa una buona quantità (un cucchiaino) di colla nella ciotola al centro. Quindi si appoggia il tampone nella ciotola e si preme leggermente sopra la colla a caldo. Nel giro di pochi secondi il tampone è pronto per essere “caricato” di colore.

Per un buon utilizzo del tampone, che offra una facile fruizione del colore da parte dei bambini, ma allo stesso tempo lo trattenga abbastanza da evitare versamenti eccessivi, è bene calibrare (anche facendo qualche prova) il grado di densità della tempera. Si bagna con uno spruzzino il tampone e poi si aggiunge il colore e lo si stempera con un cucchiaio. A questo punto è pronto per essere consegnato nelle mani dei bambini.

Ultima indicazione pratica: la superficie liscia della ciotola permette, con un po’ di forza, di strappare il tampone incollato con la colla a caldo dalla ciotola e di lavarlo (anche in lavatrice max a 40°), così da poterlo mettere via e riutilizzare, evitando che la tempera seccando lo renda rigido e impermeabile a nuovi colori.

Ho utilizzato il tampone in vaschetta con piccoli gruppi di bambini 18-36 mesi in un Asilo Nido. Poter consegnare loro il contenitore senza la preoccupazione che possano versare e spanderne il contenuto (non era un laboratorio sulla dinamica dei fluidi quello che intendevamo proporre) cambia le dinamiche e lo potenzialità dell’incontro. Ogni bambino e bambina sceglie con quale gradualità fare esperienza del colore. E nella libertà progettata e offerta attraverso un semplice strumento si gusta insieme (piccoli e grandi) una bella esperienza che lascia il segno.

“Le lezioni per iniziare i bambini all’educazione dei sensi sono individuali. La maestra fa un quasi timido tentativo di avvicinamento al bambino che ella presume pronto a ricevere la lezione. Si siede al suo fianco e reca un oggetto che ella crede capace di interessarlo. In questo consiste la preparazione della maestra. Ella dovrebbe essere preparata a tentare soltanto esperimenti. La risposta che ella attende dal bambino è che sorga in lui un’attività che lo inciti a usare il materiale che gli è stato presentato. La lezione è un appello all’attenzione. Se l’oggetto risponde agli intimi desideri del bambino e rappresenta qualcosa che li soddisferà, incita il bambino a una prolungata attività, poiché egli se ne rende padrone e continua a usarlo”. (Maria Montessori, La scoperta del bambino).