cuore di cuori – riconoscersi insieme/2

Continua da qui… Un volta ritagliato e scartavetrato il profilo interno del cuore lo si può colorare di bianco sul lato che sarà il fronte del lavoro (lato opposto segni verdi per pvc). Inoltre si applicano al foglio di pvc dei pezzetti di nastro biadesivo (meglio alto 5 cm) in modo di farlo aderire il più possibile al legno.

A questo punto la cornice, il contenitore, la nostra “scatola della meraviglia” (qui il post conclusivo sul tema) è pronta. Si tratta di preparare insieme il contenuto. Si ritagliano tanti cuori di colori diversi (meglio e più velocemente se con una fustella) e poi si predispongono allo strappo dei bambini utilizzando una taglierina per tratteggi. Altrimenti si possono piegare molto bene in modo che lo strappo sia il più preciso possibile, ma non dà risultati certi.

Una volta predisposto anche il materiale che riempirà il cuore/cornice si consegna ai bambini durante un laboratorio, in un’occasione speciale, vedete voi… più il contesto risulterà particolare, curato e dedicato, più l’attività/performance dei bambini sarà per loro significativa (sia per il senso che comunica che per le emozioni che veicola) e, quindi, memorabile.

Si consegna un cuore a ogni bambino che, dopo un’introduzione al senso e ai gesti da compiere, viene invitato a fare a metà il proprio cuore e a condividerlo con gli altri, mischiando così i colori e dando vita a tanti cuori diversi.

In ultimo, con una buona colla stick, si incollano le due metà del cuore. Fate in modo che lo facciano tenendo le due metà appaiate, per non rischiare di incollare tutte e due sul lato sinistro o viceversa.

A questo punto tutti i bambini, un po’ alla volta, sono invitati a incollare il proprio cuore al centro del cuore vuoto. Fate attenzione: durante l’incollaggio il pvc, già attaccato al pannello di legno, resta sul retro e il pannello è utile che resti sdraiato per terra.

Al termine dell’attività/performance alzate di fronte ai bambini il risultato del loro lavoro… non è una meraviglia?

In questa immagine che riesce a sorprendere per come si è composta e per il poco che la compone, per quello che riesce a esprimere e a condividere nello sguardo, possiamo ritrovare l’eco della frase di Pennac: “Opporre un sentimento di comunità a quella perenne solitudine, un altrove al qui, un territorio libero a questa prigione”. Daniel Pennac, Diario di scuola.