acquarelli per tutti

Gli acquarelli sono un materiale che offre infiniti utilizzi e opportunità di espressione, in particolare coi bambini. La non tossicità, la facilità con cui i colori si mischiano, la trasparenza variabile degli stessi sono tutti elementi che li rendono una fonte imprescindibile per le attività coi bambini, anche se l’elemento che li caratterizza (e li rende così magici), l’acqua, è anche il limite problematico ad usarli, soprattutto nei mesi freddi e al chiuso. Per non lasciarci condizionare solo dai potenziali rischi/disastri vi propongo una strategia a basso costo che va a sostenere una progettualità laboratoriale indicata in questo precedente post

Per prima cosa quali acquarelli? Sul mercato ce ne sono di qualità altissima, ma forse non sono la scelta ottimale per un primo approccio (e neppure per un secondo…). Materiali che non costano troppo rendono più libera la sperimentazione. Personalmente ho trovato molto funzionali i pastiglioni monocromatici. Io ho utilizzato questi: Pastiglia Jumbo. Di solito i materiali didattici per laboratori espressivi sono troppo limitanti nell’utilizzo (sono pensati per impedire divergenze creative), ma questi pastiglioni offrono alcune opportunità molto interessanti, infatti, permettono: ● di lavorare sui singoli colori, ● di avere un buona superficie di colore da lavorare, ● di selezionare alcuni colori escludendone altri (per affinare sguardo e poetica di abbinamenti bicromatici), ● di essere composti in vassoi di colore grazie ai gancetti sui lati, ● di sostituire soltanto il pastiglione una volta consumato tenendo la vaschetta di plastica.

Come attivare gli acquarelli a pastiglia (non in tubetto)? Di solito si usa un bicchierino pieno d’acqua. Il pennello attinge l’acqua, la strofina sulla pastiglia e ottiene il colore desiderato. Purtroppo questa procedura implica alcune discriminanti che i bambini fanno fatica a mettere in atto: l’acqua deve essere poca (come fare a calcolarlo? E poi, a chi non piace sguazzare, anche se in un semplice bicchiere?), lo strofinamento deve essere paziente e lungo a sufficienza (non basta bagnare la pastiglia!)… Un’alternativa al pennello bagnato (che apre ad altri strumenti, come vedremo poi) è quella di usare uno spruzzino. Ce ne sono diversi in commercio. Quelli a leva sono i più facili per i bambini, ma quelli a pulsante distribuiscono meno acqua. Qui sopra vedete come adattare un vaporizzatore di un prodotto qualsiasi, a una bottiglietta più piccola e più facile da utilizzare per i bambini.

Con lo spruzzino si bagna la pastiglia e poi su usa il primo strumento, il più divertente, quello che aiuta i bambini a strofinare a fondo il colore che è il loro stesso dito! Toccare il colore, sottrarlo, scavarlo, diventare loro stessi colore… tutto compone divertimento, meraviglia e nuove opportunità di segno.

Altra opportunità interessante è l’utilizzo di spugnette di ogni tipo. Mentre trasportare l’acqua sugli acquarelli con una spugnetta può facilmente trasformarsi in un’inondazione, con lo spruzzino si predispone il colore a essere lavorato con strumenti diversi.

Si trovano diverse spugnette con forme diverse e, da dei fogli di gommapiuma se ne possono ritagliare diverse. Particolarmente interessanti sono i piccoli cilindri di gommapiuma (oggi diffusi e a basso costo per la nail art) che stanno comodamente nei tappi di plastica delle bottiglie: si tengono in mano bene e lasciano segni compatti sia stampando che strisciando il colore.

Con dita e spugnette varie si aprono infiniti giochi di colore e di composizione…