le scatole della meraviglia/4

FRANCE. Versailles. 1975. Chateau de Versailles.

Continua da qui… La strepitosa foto di Eliot Erwitt (© Magnum Photos) illustra perfettamente il valore e l’essenza di tutto ciò che chiamiamo arte: qualcosa che viene ritagliato (inscatolato) e messo a parte per essere reso riconoscibile e parlante ai più.

“L’arte è una delle forme di traduzione concreta e di applicazione – di rappresentazione – di quell’attività percettivo-rappresentativa che sta alla base della cognizione ed è una pregnante ed esemplare manifestazione delle capacità e abilità inventive ed esecutive dell’uomo. Le opere artistiche, realizzate attraverso manipolazioni di materiali, forme, colori, proporzioni, superfici, suoni, luci, ombre, movimenti, parole, elementi della natura, illusioni e quant’altro si voglia, rappresentano gli aspetti significativi – individuali, intimi, sociali, collettivi, religiosi, politici ecc – della nostra esistenza e della sua conclusione”. A. ArgentonArte e cognizione. Introduzione alla psicologia dell’arte.

E parlando di arte e scatole risulta impossibile non pensare alle – allora provocatorie – lattine di Piero Manzoni, Merda d’artista. Ancora una volta etichetta, contenitore e contenuto si intrecciano e compiono un corto circuito pensoso: “Ma come? Ma in queste scatole non si trovano solitamente tonno o pelati? Non è la forma di migliore preservazione per il cibo? È una forma che inganna il pensiero comune?”.

Un altro evidente gesto d’artista che mette in evidenza l’operazione di ritaglio che compie l’arte è la Ruota di bicicletta, di Marcel Duchamp. Come tante delle sue opere si tratta di un’estraniamento: una comunissima ruota di bicicletta viene presa e innestata su uno sgabello a testa in giù. Ha perso ogni utilità originaria, l’artista non ha fatto altro che darle una nuova collocazione (tanto da trovare casa al Moma di New York!) e di chiedere a tutti di guardarla così.

Infine una sorta di antitesi alle scatole della meraviglia, con la citazione delle Wunderkammer, le Camere delle Meraviglie (Scarabattolo, Domenico Remps), luoghi di raccolta di oggetti di ogni tipo che hanno avuto origine nel XVI sec. La quantità sovrabbondante delle cose accumulati fa passare in secondo piano la qualità dei singoli agendo un effetto stordente. Un’istantanea di altri tempi, di altri occhi (molto meno abituati dei nostri all’accumulo abbondante) e di altre meraviglie…

“Se un bambino deve tenere vivo il suo senso innato di meraviglia, ha bisogno della compagnia di almeno un adulto con cui condividerla, riscoprendo con lui la gioia, l’eccitazione e il mistero del mondo in cui viviamo.” Rachel Carson.