le scatole della meraviglia/2

Continua da qui… La meraviglia si diffonde con l’aprirsi delle scatole. Tutte uguali all’esterno, ma tutte diverse all’interno. Ogni educatrice è pregata di mantenere segreto il contenuto della sua scatola, ma non la propria emozione.

In un primo tempo, ognuno interpreta il contenuto della scatola che ha ricevuto a partire da sé, dalla propria situazione personale e professionale. Aprire quella scatolina, guardare l’oggetto e leggere la frase che ne orienta il senso (ma non troppo) è come affacciarsi su uno specchio e lasciarsi interrogare e interpretare allo stesso tempo.

Per non perdersi troppo a pensare a se stessi viene chiesto a ciascuno di trovare a chi dedicare – tra le presenti – la scatolina che si è ricevuto. Il dono della meraviglia diventa subito offerta, condivisione, bene e bello per l’altro.

Si apre un appassionato contrattare: ognuna può avere una e una sola scatola, così come tutte, nel dare, devono anche ricevere. Il gruppo ascolta, valuta, trova strategie affinché tutte siano soddisfatte. Una distribuzione concordata risulta impegnativa, soprattutto perché non si può dire apertamente né cosa è il contenuto, né l’intenzione che motiva la consegna. Vincono fiducia e disponibilità che rinforzano l’equipe di lavoro. Dopo aver concordato le nuove destinatarie, ogni donatrice è ​invitata ad aggiungere sul cartoncino – su cui era scritto un generico “per te” – il nome della collega ricevente. Sul retro del cartoncino “Per te” c’è spazio per una dedica esplicita (che resterà segreta) in cui le parole possono aggiungere nuovi significati a quelle già contenute nella scatola.

Ecco una nuova consegna e una nuova meraviglia resa possibile dalla condivisione di ciò che si è ricevuto in precedenza. Resistere alla tentazione di trattenere risulta incredibilmente generativo. Questa volta lo sguardo non si fissa solamente sul contenuto, ma cerca, quasi subito, lo sguardo dell’altra, di chi ha avuto il pensiero per chiedere spiegazioni, per ringraziare, per riconoscersi interpretata oltre le proprie aspettative. È quindi il tempo dello sguardo e dell’ascolto di gruppo. Le emozioni, volutamente tenute intime all’inizio, vengono consegnate a tutte, liberate dalle parole e dai sospiri.

Una meraviglia è rimasta ancora segreta. Chi ha ricevuto la scatola nella scatola (l’ultima della galleria fotografica) si è fermata ad osservare la scatolina, ma non ha osato aprirla. La frase è un indizio per andare oltre, per osare e sperimentare. Qui, in modo evidente, il senso implicito di ogni frase che invita a vivere in modo laboratoriale ed estetico ogni esperienza.

“È la pittura, che mi ha portato a scrivere su di essa. Le sono grata perché è stata come uno specchio dopo aver guardato nel quale non potevo non parlare, anche, di ciò che vedevo, per svelarlo, per svelare l’enigma che la pittura racchiude” (Maria Zambrano, Dire luce. Scritti sulla pittura“. Continua…